Il medio corso dell’Adda – Terza parte

Villa Zuccoli - Galimberti

Nel territorio di Osnago sono presenti parecchie ville costruite nell’800. Ecco, dal libro edito dalla Provincia di Lecco, la descrizione di tre di esse.

Villa Zuccoli, Galimberti

Situata di fronte alla chiesa parrocchiale, la villa acquistata nel 1923 dalla farniglia Galimberti, e interessante architettura neoclassica, si crede di eta napoleonica, ma probabilrnente costruita intorno al 1830 demolendo l’antica casa Nava. La villa Zuccoli, poi Vittadini e infine Galimberti, guarda verso la via con un perfetto cortile recintato da cancellata e colonne culminanti in pigne. Sul fondo e il corpo centrale a due piani, segnati da fascia orizzontale; nella parte centrale tre porte coronate da timpano sono affiancate da due laterali a semplice cornice; in corrispondenza sono superiormente finestre e portefinestra con grande balcone a mensole. Il cortile è chiuso a nord da un’ala piu bassa, nel cui bugnato piatto inferiore si aprono sette fornici porticati e in contrapposto si allunga invece una quinta simile trattata a finto porticato. La breve testata sulla via è correttarnente impostata in bugnato e piccolo portale. L’edificio centrale prosegue a nord con altri fabbricati verso una piccola corte di servizio, ove sono poste le scuderie. Ad ovest si apre un notevole giardino.

 


 

Villa De Capitani

Villa De Capitani

L’ampia costruzione neoclassica che sorge all’ingresso sud del centro storico, sullo stradale di Monza, deriva dalla rifusione di alcune antiche masserizie degli Arese. Il barone Paolo De Capitani di Vimercate nel 1828, tenendo conto dei precedenti giardini, compose la nuova dimora affacciata a sud e quindi discosta dalla via e direttamente in contatto con il verde. La facciata su strada infatti corrisponde ad un’ala laterale della villa, rifusa dopo la metà dell’Ottocento, Con ritmica scansione di arconi e finestre entro il bugnato piatto del piano terreno e corrispondenti portefinestra con balconi e finestre nel piano superiore; vi si comprende pure l’androne che immette alla corte posteriore, attorniata da fabbricati rustici ad archi ribassati che vanno a saldarsi con l’ala di ponente. Il corpo residenziale aperto verso sud ha semplice portale nel bugnato a terreno e l’affaccio superiore lievemente ribassato al mezzo, dove le lesene ioniche incorniciano tre arcate con balaustre. Formano la corte due ali della medesima altezza, la cui fronte è scavata da portici architravati retti da due colonne doriche affiancate da nicchie, in cui sono poste le statue degli illustri personaggi della famiglia e cioè Pinamonte, Guido, Gaspare e Francesco, opere di Francesco Somaini.

L’ospitalità di don Paolo era ricca di letterati e artisti e i loro segni si ritrovano nel salone a colonne detto della Congiura di Pontida, il cui soffitto è dipinto a monocromi su disegni di Domenico Moglia, mentre Alessandro Sanquirico dipinse un’altra sala. Il vasto giardino paesaggistico, con una collina belvedere, è arricchito da un viale prospettico concluso da tempietto con affreschi allegorici. Qui ebbe sede nel 1945 il comando americano.


Villa Galimberti

Villa Galimberti

Fra la Via dei Chiosi e la Molgora, poco discosto dalla ferrovia, a metà Ottocento sorgeva la casa di villeggiatura della famiglia Galimberti, proprietaria di tessitura. lntorno al 1890 la casa fu ingrandita verso il fiume in una fantasiosa interpretazione fra eclettismo e liberty, interessando anche parte della precedente fabbrica di carattere classicheggiante. Le soluzioni verso ovest e sud, non solo sono particolarmente movimentate, ma trascrivono felicemente ampie citazioni dall’architettura povera delle cascine lombarde e dai motivi barocchi, in bifore e trifore, fasce di cotto a vista, portichetto a colonnine neosettecentesche, mediante anche l’uso dei piu diversi materiali. Si segnalano in particolare i ferri battuti delle grate e della cancellata, e il legno lavorato dell’ampia falda del corpo occidentale a protezione del terrazzo.


 

 

 

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