Guida di Osnago 1982 – Seconda parte

Cortile interno di Casa Arese

La descrizione degli interni di Villa Arese dalla Guida di Osnago 1982. Si ricorda che detto  materiale è di proprietà della Fiera e perciò con i diritti riservati.

Dalla Guida di Osnago 1982 :

L’orditura architettonica del palazzo è di Francesco Maria e Gian Domenico Richini, che sono citati in vari documenti dell’archivio. I vani preesistenti hanno volte a velette, impostate su eleganti capitelli pensili; invece il vastissimo salone, la cappella, altre sale a pianterreno e tutto il piano nobile sono della metà del ’600.

Magnifci soffitti a cassettoni o policromati, altri a volta con stucchi ed affreschi, pavimenti di mosaico alla veneziana, e una supellettile preziosa: quadri, sculture, arazzi, oggetti d’arte d’ogni genere, fanno di questa dimora quasi un museo.

Notevole la cappella, datata 1652, con le pareti magnificamente affrescate da Gio. Cristoforo Storer, con scene della Passione, e nella volta quattro angeli volanti. La pala dell’altare rappresenta la Deposizione di Gesù, adorato dai santi Carlo e Francesco, opera della scuola di Annibale Caracci.

Lo scalone a quattro rampe, con belle balaustre di pietra molera, ha le pareti dipinte a motivi architettonici e vedute di paesaggi della Brianza.

Mancando una più completa documentazione sulle diverse fasi della trasformazione e del raggiungimento dell’attuaie struttura del palazzo, possiamo stabilire per lo meno le due date estreme entro le quali avvennero certamente tali lavori: 1632-1652. Il tracciato della casa è indubbiamente ancora quello della antica «Casa da Nobile».

II 1652 e l’anno in cui viene benedetta ed aperta al culto la Cappella, e quindi si può logicamente dedurre che tale anno e da considerarsi come il momento in cui la casa è praticamente completata nel suo complesso.

Gli anni successivi saranno sopratutto dedicati dal Marchese Lucini alla sistemazione dei rustici compresa la grande torciera e la cantina.

 

 

La camera da letto con l'antico teatrino

ll taglio della casa, la grandiosità del suo disegno, gli splendidi soffitti a cassettone, lo scalone quadrato dimostrano che l’ampliamento della antica «Casa da Nobile» avvenne certamente sotto la direzione di eminenti architetti. Una esplicita documentazione non la si possiede ma il fatto che gli ingegneri Francesco Maria e Gian Domenico Richini siano intervenuti in alcuni atti di stima per acquisti nell’approvazione del preventivo dello scalpellino per la costruzione della balaustra dello scalone, nella relazione per ottenere la sistemazione della strada antistante il palazzo, nelle successive consulenze, conferma la loro partecipazione alla fabbrica di Osnago.

La cappella con i suoi stucchi, il suo altare di marmo, gli affreschi di Gio. Cristoforo Storer firmati e datati del1650, il grande quadro con la deposizione ed i Santi Francesco e Carlo, ai quali la cappella è dedicata, il suo stesso inserimento nel complesso della casa rimangono insieme al vasto scalone uno dei più interessanti e splendidi documenti dell’architettura seicentesca lombarda. A testimoniare il giardino del ‘600 rimangono le prospettive lungo il muro a mezzogiorno verso i rustici.

Lunga e non facile fu certamente l’opera del Marchese Giulio per raggiungere la sistemazione del Palazzo, del giardino e della corte rustica così come la troviamo descritta dall’Ing. Pietro Giorgio Rossone nella sua relazione del 30 aprile 1676.

ll settecento non poteva non lasciare la sua impronta ad Osnago. II Marchese Giulio Antonio Lucini (1692-1762) rinnovava tra il 1715 e il 1718 una parte del palazzo adattando una stanza a teatro. Trasformata oggi in camera da letto, essa ha mantenuto con gli affreschi di Gio. Battista Sasso, con gli interessanti stucchi dell’arco e della caminiera, con la sua carta da parato dell’epoca, la primitiva originale freschezza.

 

 

La sistemazione della strada postale militare tra Milano e Lecco ebbe una notevole influenza nella trasformazione della facciata del palazzo. Fu in occasione di una riunione per studiare il miglior tracciato di questa importante via di comunicazione attraverso il paese di Osnago, avvenuta il 28 Settembre 1839 che il Conte Francesco Anise (1805-1881) rientrato da meno di un anno dall’esilio (9-11-1838) e desideroso di rimodernare ii proprio palazzo secondo gli esempi ammirati in Francia e in Inghilterra, accettò di allargare la strada arretrando dal lato del palazzo, e di eliminare il muro e alcune costruzioni che dividevano la corte interna dalla strada per sostituirli con una grandiosa cancellata opera della fonderia dei Manfredini.

 

 

 

 

 

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