Guida di Osnago 1982 – Terza parte

 

Scalone ingresso Villa Arese

 

Ecco una descrizione, anche attraverso documenti, di come la villa Arese Lucini è stata modificata nel tempo. Si ricorda che questo  materiale è di proprietà della Fiera (che si ringrazia) e perciò con i diritti riservati.

Testo della lettera sottoscritta dall’Ingegnere capo della provincia di Como e dal Conte Francesco Arese per il passaggio della strada Milano-Lecco.

REGNO LOMBARDO VENETO

Milano, lì 28 Settembre 1839

 

All’atto che stavasi da me sottoscritto esaminando il progetto rassegnato dall’Ingegnere in capo della Provincia di Como per la sistemazione dalla strada postale militare fra Milano e Lecco, nella tratta che attraversa il Paese di Osnago e che trovavami sulle mosse per praticare un’ispezione locale trovata indispensabile segnatameme per la parte progettata da arretrarsi rispetto sl Palazzo Arese, ove la Conseguente manomissione del pozzo comune esistente sulla piazza in angoio dell’osteria, formava argomento di forte riclamo per parte del Comune e degli abitanti in generale, giunse ottimissima un’idea manifestatami dallo stesso proprietario dell‘osteria e del palazzo al lato opposto, Signor Conte Francesco Arese, quello cioè che avendo intenzione di rimodemare il succitato proprio palazzo, poteva portarsi conseguentemente l’arretramento da questa parte, ove anche la linea sarebbesi anche in massima di molto migliorata.

Si passò quindi sul luogo, ove esaminate le cose in concorso dello stesso Signor Conte Arese, proprietario di ambe le fronti, si è trovata la convenienza per riguardo di portare l’arretramento al lato del palazzo, e dopo stabilite le linee che vedonsi marcate in rosso sulla stessa planimetria a foglio rivoltato per maggior chiarezza in sovrapposizione, non restava senonchè di trattare intorno ai compensi.

 

Ing. Donegani

Francesco Arese

 

Anche l’intera facciata fu trasformata ed armonizzata secondo il gusto dell’epoca su progetto dell’architetto Marco Casati con la conseguente distruzione dell’esterno secentesco.

I lavori iniziati nel 1841 e proseguiti sopratutto alacremente negli anni 1845-1847, che già stavano modificando anche l’interno del palazzo, danneggiando l’antica struttura e decorazione voluta dai Lucini furono fortunatamente bloccati dalle 5 Giornate di Milano.

ll giardino era un tempo all’italiana, con ninfei, statue e grandi vasi di pietra. Mentre si riformava il palazzo, nel1847 si cancellò il vecchio tracciato dei viali e delle aiuole e si impiantò un garbato parco di tipo panoramico, con scorsi scenografici di ottimo effetto. Sussistono penrò i ninfei, di disegno ricchiniano, uno dei quali reca dipinta una prospettiva architettonica, con la figura di Diana.

La residenza estiva dei Re d’Italia e della Corte a Monza dal 1890 in poi, indusse molti proprietari di ville della Brianza a restaurarle e sistemarle per la vita di società. Ed anche nell’edificio di Osnago, un po’ deperito nella seconda meta dell’ottocento, incominciarono le riforme, a cura di una dama colta e raffinata, la contessa Marichia Arese, nata Pallavicini (1855-1927), che tra il 1891 e ii 1915 provvide a diversi lavori, con la consulenza dell’architetto Achille Mainoni. Essa esegui tutta una serie di modifiche, di restauri e di trasformazioni alla struttura dell’edificio che ancor oggi rimangono vive nella loro eleganza avendo essa saputo ridare alla casa quanto il gusto della generazione precedente aveva cancellato e l’abbandono aveva lasciato deperire.

A quell’epoca appartengono pure i bei portali marmorei di varie sale, alcuni camini con cappe decorate, gli ornati dei pilastri dei saloni, una parte dell’arredamento, fastoso e vario, le scaffalature della ricchissima biblioteca.

Essa dedicò il resto della sua vita a migliorare ed abbellire con signorile personalità l’intera casa.

La biblioteca e la sua camera da letto rimangono il segno indelebile del suo gusto, e proprio in queste stanze si risente il suo testamento spirituale di «conservare e di rispettare con amore queste mura venerande tanto solide e tanto ospitali».

Cosi la bella dimora fu riportata all’antico splendore, ed oggi continua ad essere conservata splendidamente dalla contessa Lisy Arese.

 

Casa Arese (Interno)

Lavori di particolare importanza eseguiti dalla Contessa Marichia Arese:

Restaurata la Sala Rossa e costruito il grande finestrone verso la prospettiva.

Eliminata la tramezza nella camera da letto e sistemata la stanza secondo lo schema seicentesco.

Inizio dell’impianto di luce elettrica.

Sistemata e restaurata la camera da letto della Contessa Marichia.

Riscoperti e restaurati gli affreschi dello Scalone e relativi ingressi.

Sistemata la scaffalatura delle Biblioteche utilizzando parte degli antichi scaffali e restauro degli affreschi e soffitto.

Eliminata la veranda costruita da Francesco Arese davanti al Salone grande.

Restauro del Salone Verde.

Restauro Sala Archivio.

Applicazione della Balconata all’esterno della Biblioteca di passaggio.

Sistemazione delle porte-finestre del Salone grande verso il giardino.

Restauro affreschi e pitture della Sala da Pranzo.

Sistemazione impianto gas.

Girata la scala di servizio tra il I e il II Piano.

Sistemazione del Salone grande

Costruita tettoia in ferro verso la Corte davanti al Salone grande

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