Guida di Osnago 1983 – Prima parte

 

Continuiamo la pubblicazione delle Guide di Osnago, con l’intento di rendere disponibile a tutti, attraverso la rete,  le informazioni riportate in questi “preziosi” libretti.  Si ricorda che questo  materiale è di proprietà della Fiera (che si ringrazia) e perciò con i diritti riservati.

Ecco il testo:

CENNI STORICI DI OSNAGO

 

OSNAGO – Provincia COMO — Distanza dal Capoluogo km. 38 – Altitudine: m. 249

Popolazione anno 1871 n. 1.878

» anno 1901 n. 2.532

» anno 1931 n. 3.151

» anno 1961 n. 3.255

» attuale       n. 3.821

 

La Guida di Osnago 1982 ci aveva fatto conoscere un altro pezzo della ricca storia osnaghese riguardante il Palazzo Arese Lucini. La Guida di Osnago 1983 ci illustrerà un’altra zona storica di Osnago e precisamente la fraz. Loreto con relativo Santuario. Le notizie in nostro possesso non sono molte ed alcune sono abbastanza confuse, ma confidiamo di aprire ugualmente una piccola finestra raccontando alcuni fatti realmente accaduti ed alcuni legati a leggenda. Le notizie qui riportate sono frammenti di appunti rilevati da: Parrocchia di Osnago – Parrocchia di Missaglia — ”Le Vicende della Brianza” di Ignazio Cantù e Archivio storico di Casa Arese.

 

IL SANTUARIO DELLA MADONNA DI LORETO

(Cappelletta)

 

In un documento antico (1718) che parla di Osnago e della fraz. Loreto, si leggono queste notizie:

Esiste in questo luogo una Cappelletta della Madonna di Loreto che assurse a notorietà nel 1713, per una grave epidemia di “peste grassante” (afta epizotica) che aveva colpito i quadrupedi dei contadini della zona. Le preghiere della popolazione alla Vergine ottennero la cessazione del flagello e le genti riconoscenti, unitamente al feudatario locale marchese Lucini, edificarono il Santuario. La costruzione, originariamente voluta circolare con cupola, dovette essere completata con un porticato che sorreggesse la fabbrica in quanto questa minacciava di rovinare. Un viale alberato con ”moroni” (gelsi) congiungeva la Chiesa della Cappelletta con l’interno del paese di Osnago. Nel secolo XVIII un eremita, tale Domenico Mancini, si stabilì in un locale del Santuario e li visse sino alla morte custodendo la Chiesa e pregando giorno e notte la Madonna.

 

Sorge tuttavia il sospetto o la quasi certezza che la Chiesa occupi il luogo di una Cappella assai più antica e che una volta vi sia stato annesso il cimitero o il lazzaretto al tempo della peste. Infatti fine a qualche decennio fa vi si celebravano le feste solenni nella Domenica fra l’ottava dei morti, per S. Sebastiano, per S. Rocco, ecc.; nulla invece si faceva per la Madonna di Loreto che ricorre il 10 Dicembre.

Ad avvalorare questa ipotesi c’è anche il fatto che le numerose colonne del porticato (vedi foto copertina) sono state riportate al loro aspetto originario alcuni decenni or sono, mentre prima erano imbiancate a calce, probabilmente per disinfettarle dalla pestilenza.

Anche il Brianzolo Ignazio Cantù nelle ”Vicende della Brianza” parla di una cappella già esistente prima di quella attuale; ma sentiamo cosa dice:

Osnago riconosce al marchese Giulio Lucini l’erezione della ”Madonnina”, solitaria ed elegante, di forma rotonda, innalzata sulle rovine di una povera “Cappelletta” votata alla Beata Vergine di Loreto a seguito di una feroce epidemia come dice una lapide: «Animalium peste grassante – Populi Osnagi et piorum suffragiis – Beatae Virginis patrocinio ~ erectum et dicatum anno 1774».

Il marchese Giulio Lucini morì nel 1762 a Milano.

Ci sono pure da considerare la campana (vedi foto) che é datata 1646 e il dipinto che raffigura la Madonna di Loreto sull’altare maggiore che é opera di Giubino da Monza del 1648.

Possiamo quindi affermare che precedentemente agli anni 1713/1714 ci fosse già una ”Cappelletta” dedicata alla B.V. di Loreto e che l’attuale Santuario sia sorto sulle sue rovine.

ll Santuario fu anche meta di personaggi molto celebri come il Card. Pozzobonelli (1757), il Card. Filippo Visconti (1789) e tanti altri.

Al Santuario si recavano molti pellegrini ammalati nello spirito, ma soprattutto nel corpo.

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