Guida di Osnago 1983 – Seconda parte

 

Il Santuario della Cappelletta

Ecco la seconda parte dell’articolo che ha come oggetto il Santuario della Cappelletta.  Si ricorda che questo  materiale è di proprietà della Fiera (che si ringrazia) e perciò con i diritti riservati.

Si ringrazia Giancarla Crippa per aver messo a disposizione di tutti  le foto inserite in quest’articolo.

Ecco il testo:

ll Cantù racconta infatti che nel 1764 vi alloggiò molta gente colpita dalla peste ed ecco avvalorata l’ipotesi che una volta il Santuario sia servito come lazzaretto, ma sentiamo nuovamente il Cantù:

L’anno 1764 fu uno dei più funesti e più calamitosi per il paese di Osnago. Il 27 maggio ci fu una grandinata che più pestilenziale la storia non ricorda; a dispetto della calda stagione durò più di 10 giorni ammucchiata agli angoli delle strade. Orribile era l’aspetto delle campagne prima verdeggianti e floride, e i poveri oonfadini sbalorditi e ammutoliti se ne andavano per le strade e per le campagne con le lacrime agli occhi senza sapere cosa fare e dove andare. Questa grandinata eccezionale colpì tutta la zona, ma ad Osnago toccò un’altra disgrazia ancora peggiore della grandine. Nel mese di dicembre serpeggiò una malattia che mandò molta gente al sepolcro. Era questa una febbre accompagnata da dolore alle costole, con sputo intriso di sangue e affannoso respiro. Era uno spettacolo compassionevole il vedere ogni giorno portare al sepolcro 4/5/6 cadaveri e vedere in ogni angolo del paese l’orrido aspetto di morte. In seguito sopraggiunse anche la peste.

Il Santuario della Cappelletta ospitava questi poveri tapini ammalati e i molti morti che seguirono furono probabilmente tumulati anche al Tumbon che si trova all’angolo fra via Trento e via Gorizia.

Una vista dalla torre campanaria

Abbiamo detto in precedenza che ii Santuario fu mèta di prelati molto importanti. Nel 1789 i1 Card. Filippo Visconti soggiornò ad Osnago per 8 giorni presso la casa del conte Benedetto Arese e si recò parecchie volte al Santuario della Cappelletta.

In quegli anni sosteneva la parrocchia di Osnago il Vicario Redaelli ed in quell’occasione dedicò al Card. Filippo Visconti una poesia in dialetto brianzolo che riportiamo fedelmente.

Testo della poesia del Vicario Redaelli

 

 

Durante il suo soggiorno ad Osnago il Card. Filippo Visconti cresimò parecchi paesi del circondario.

Sottotetto del Santuario prima del restauro

 

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