Guida di Osnago 1984 – Seconda parte

 

Seconda parte dell’articolo che ha come oggetto la Chiesa Parrocchiale di S. Stefano.  Si ricorda che questo  materiale è di proprietà della Fiera (che si ringrazia) e perciò con i diritti riservati.

Ecco il testo dell’articolo:

Si festeggiava la solennità del Corpus Domini (1725) ed era in villeggiatura ad Osnago l’ill.mo Marchese Lucini con la sua famiglia e molti cavalieri. Arrivata l’ora per la Messa e Processione, il sig. Curato avvertì Casa Lucini e ne ebbe risposta che i nobili si stavano già muovendo per intervenire alla sacra funzione. Il buon Parroco Novara aspettò per più di un ora ma dei nobili nessuna notizia, mentre il popolo e tutti i parroci della zona invitati alla funzione, fremevano: si decise quindi di iniziare la S. Messa senza la presenza del Marchese Lucini.

Iniziò anche la processione e solo allora il Marchese Lucini usciva dalla sua villa accompagnato dai nobili e dalla sua famiglia. Si adirò molto che il parroco osasse iniziare la funzione senza la di lui presenza; impallidi, fremè di sdegno e mordendosi il labbro replicò rivolto alla nobile compagnia «Signori, torniamo sui nostri passi, la Messa è terminata, la processione è incominciata, per noi non c’è altro da fare in Chiesa».

Nel subbuglio che ne seguì, la maggior parte del popolo condannò il Parroco per aver osato tanto, mentre la nobile comitiva se ne ritornava a casa.
Il Signor Marchese ebbe a dire che il villano Curato «avrà a pagare questa sua impudenza» e che non voleva più vederlo in casa sua. Cercò anche di mettergli contro il popolo e tanto fece tanto potè che gli ultimi due anni il Parroco Novara li passò in una condizione che gli cagionò anche una tormentosa malattia che lo portò alla tomba.

Dalla morte del Parroco Novara alla nomina del nuovo Parroco Giussani, resse la Parrocchia il Vicecurato Giulio Verona. Il Parroco Giussani venne eletto il 5 Marzo 1727.Già nel mese di Maggio il Parroco Giussani cominciò i lavori per ampliare l’ossario già esistente e questo sta a significare il grande culto che avevano dei morti i nostri predecessori. Il16 gennaio 1728 fu benedetto solennemente dallo stesso Curato Giussani l’ossario nuovo.

Abbiamo ancora notizie del Parroco Giussani riguardo una benedizione di due altari alla Cappelletta, gli altari dei SS. Rocco e Sebastiano e di S. Anna (26 Luglio 1733).
Il 3 Aprile 1737 fu posta la campana più grossa sul campanile della Chiesa. Il 9 Ottobre 1740 venne una brina cosi pestifera che mandò in rovina tutta l’uva. Il 2 Maggio 1741 si npetè un fatto analogo e sembrava che fosse nevicato. Il Parroco Giussani prese appunti ancora per qualche anno ed il 21 Aprile 1746 mori; resse la nostra Parrocchia 19 anni con giudizio e lealtà.

 

Gli succedette il 24 Agosto 1746 ii Parroco Francesco Tentorio il quale si diede molto da fare per abbellire e restaurare la Chiesa, il giardino, la casa parrocchiale. Il 31 Marzo 1751 fu fatto in Chiesa Parrocchiale un grande ufficio funebre per l’anima dei Marchese Pietro Lucini figlio del Marchese Giulio Antonio. Intervennero 25 sacerdoti. E qui abbiamo una minuziosa descrizione della cerimonia funebre da parte del Curato Tentorio che si sofferma perfino sugli abiti delle Dame, sui paramenti della Chiesa e perfino sul numero delle candele grandi e piccole.

Il 24 Giugno 1754 (Corpus Domini) la Marchesa Donna Teresa Lucini donò a questa Parrocchia un set comprendente un magnifico Palio, Pianeta, Tonicella, Pluviale, ecc. che a detta del Parroco Tentorio non ne esisteva uno più bello neanche nelle Parrocchie molto più grandi della nostra. Nella stessa giornata si usò per la prima volta un sontuoso baldacchino con frange in oro ed un prezioso stendardo.

Il Parroco Tentorio procurò di avere in Chiesa molte cose belle e di valore, difatti con la confraternita acquistò nel 1754 una grossa croce in oro intagliata, nel 1757 acquistò due pissidi d’argento e tre vasi d’argento. Fece pure allestire cose nuove per l’altare maggiore. Tutto questo lo fece sicuramente in occasione della visita del Cardinale Arcivescovo Pozzobonelli alla quale presenziarono personaggi illustrissimi, ed una folla straripante proveniente dai paesi limitrofi. Di questo avvenimento riportiamo fedelmente quanto ha scritto il Parroco Tentorio.

1757Li 11 Giugno terminata la totale visita alla Pieve di Missaglia, tenuta la Congregazione generale de, R. R. Signori Parrochi, e Sacerdoti nella quale alla presenza dell’Eminentissimo Sig Cardinale, Mons. Marini Vescovo di Tegaste, Mons. Vitale Visitatore Regionario, furono da me Curato di Osnago decisi due casi morali, il giorno vegnente portesi S. Eminenza a codesta Parrocchiale alla strada, che da Lomagna ad Osio conduce, ove seguita, e preceduta da duplicata scelta Milanese Sinfonia e da due Gentiluomini tutti a cavallo ottimamente bardati accompagnata, sotto il replicato sparo di grossi mortari appostati sulla cima del monte dell’Amore, smontò dalla propria carrozza sotto l’arco trionfale nobilmente adornato, che ivi erasi eretto, e si leggeva la iscrizione:

 

Josephe Cardinali Puteobonello

Osnagensem Ecclesiam lustranti

Nobiliore via

A Deipere Lauretane Templum

Perducta, Amplificata, Ornata

Religionis Publice, ed Pietatis

sue monumentuo

Regionis Demarchus

Exhibebat

 

Accompagnata da numeroso stuolo di scelti Cavalieri riccamente vestiti, diede sua Eminenza principio ad una frettolosa visita dell’oratorio della B.V. indi passò alla Sagristia, che girando in breve tempo dintorno l’occhio sorti dalla porta grande di detto Oratorio. Quivi stavano allestite varie ricche dorate carrozze altre tirate a sei, altre a quattro, altre a due cavalli, sebbene questo non abbino servito, che li semplice seguito, avendo l’Em.mo dimostrato genio di volere passeggiare a piedi tutto il stradone, godendo del vago aspetto dei vicini monti, o della salubrità dell’aria, che più dell’usata spirava allegra. Vicino alla terra di Osnago ereggevasi un alto nobilissimo arco vagamente ornato di Zandali, nel mezzo di cui leggevasi l’iscrizione:

 

Josephe Cardinali Puteobonello

O P Infaticabilem

in lustranda Diocesi Plietaban

Osnagenses

Devosi Eius Majestatim

Triumphale Ornamentum

decreverunt

scortato da soldati, che tenevano in freno il numeroso popolo, che da paesi vicini era concorso a vagheggiare il sontuoso ricevimento sotto ricchissimo baldacchino sostenuto da otto Cavalieri fu l’Em.mo dal Curato ricevuto, e complimentato con vari sonetti ed Epigramma, indi presentogli con Epigramma

 

En Deus, Hecce Homo, quid possit Deus iuspice, quidve

Possit homo, in ligno hoc et Deus est, et homo.

Oscula fige crucisprincips dignissima, fiet

Grata tibi, nobis, teque Favente Deo.

 

Il Crocefisso a baciare; dopodiché s’incamminò dalla strada del Pozzo tutta di panni lini coperta, e lateralmente resa verdeggiante di vari vasi di cedrati con proporzione distribuiti, e frequenti rami d’alberi e cistelle di fiori alla Chiesa di S. Stefano, intonato a più cori l’inno del Te Deum.

Al principio dei Sagrato alzavasi il secondo arco trionfale non men vago, e nobile del primo, quale serviva per chiudere l’atrio, che alla molteplicità delle persone concorse s’era sul sagrato allestito, ove l’occhio godeva vari specchi e cristalli con plache dorate, ed illuminate per rischiarare la notte già vicina; sopra al portico della chiesa miravasi un vago obelisco, nel di cui mezzo leggevasi la iscrizione

 

S. Stephanum Protomartjret

et Josephum Cardinalem Puteoboneller

Natta Patrones

Osnagensis Ecclesia

Sibi utrumque

Plenu Gratia, et Fortitudin

Gratulabatur

 

Era la Chiesa vagamente ornata di tocche d’oro e d’argento, e di Zandali alla Chinese correva una cornice posticcia sopra li archi delle cappelle tessuta a varij fiori, e scherzi fabricati dall’arte; la più vaga e ammirevole comparsa faceva la facciata dell’altare maggiore unitamente col coro, nel quale era alzato il Baldachino dr veluto Cremesile di S.A.U.S. Duca di Modena guarnito di magnifica frangia d’oro fatta da me riportare da Milano per servire.


Questa voce è stata pubblicata in Guida di Osnago. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.