Guida di Osnago 1986

 

Continuiamo con la pubblicazione delle pagine dedicate alla storia di Osnago contenute nelle guide di Osnago pubblicate a cura della Fiera di S. Giuseppe Artigiano. In quet’anno tra le pagine dedicate alla storia del paese c’è una recensione dedicata al libro di Salvatore Calabrò “Osnago , brevi note storiche”.

Si ricorda che questo  materiale è di proprietà della Fiera (che si ringrazia) e perciò con i diritti riservati.

Il volumetto cui ci riferiamo è il frutto di una rigorosa e documentata ricerca, che trascritta in tredici paragrafi delinea gli aspetti salienti della storia del no-stro paese. Questa escursione nel passato di Osnago ha inizio pressapoco all’epoca in cui si registra la primitiva presenza delle tribù galliche sul nostro territorio. Della successiva presenza romana su questa parte della Brianza (fin dal 186 a.C. ) danno certezza i ritrovamenti archeologici in diversi paesi del merate-se. Il nome stesso di Osnago sembra di chiara derivazione romana.

Risultano documentate le antiche origini del nostro paese (X secolo) e la sua crescita graduale nei secoli che seguirono, nonché la sua appartenenza al Conte Attone di Lecco. Appaiono i nomi di alcuni personaggi osnaghesi che ricoprirono importanti incarichi amministrativi a diversi livelli e in diverse circostanze. Anche la chiesa osnaghese affonda le proprie radici nello scorso millennio e costituirà. sempre il nucleo centrale intorno a cui ruota e si sviluppa la vita dell’antico borgo.

In quest’epoca il cristianesimo, già ampiamente diffuso in questa zona, pre-sentava una precisa organizzazione ecclesiale che collocava la parrocchia di Osnago fra quelle appartenenti alla chiesa pievana di Missaglia, sotto la quale rimase fino al 1854 quando venne assegnata, unitamente ad altre par-rocchie, alla prepositurale di Merate. Abbondanti sono i riferimenti alle chiese del paese e alle opere d’arte in esse esistenti. Si legge, che il territorio di Osnago venne infeudato a Giulio Lucini, Marchese di Besate, nel 1651 nonché del passaggio del feudo ai suoi legittimi succes-sori, finché pervenne ai Conti Arese a causa di matrimonio.

 

 

 

 

Non mancano esaurienti descrizioni delle Ville Arese, De Capitani e Galimberti. Vi sono accenni agli eventi calamitosi che nei secoli scorsi travagliarono Osnago, con particolare riferimento al nubifragio del 1764 e al colera del 1836.

L’indagine ha pure interessato le origini amministrative del nostro paese a partire dai primi decenni del XIX secolo, sulla base dei documenti reperiti presso l’archivio comunale, sia pure attraverso un esame meritevole di ulteriore approfondimento.

Viene anche esaminata l’economia agricola dei borgo rurale e le relative pra-tiche di coltivazione, con richiamo ai centri principali di lavoro e di raccolta, dalle note “cascine”, ai mulino da seta esistente (1678) che serviva per la la-vorazione dei bozzoli prodotti in loco e, infine, al sorgere dei primo opificio in-dustrialedddustriale, lo stabilimento per la tessitura fondato da G.B Galimberti nel 1856.

A conclusione viene presentato un accurato resoconto statistico sull’odierna Osnago, che ha preso in considerazione i servizi di cui gode il paese, la situazione occupazionale, le strutture in campo ricreativo, associativo e dello spettacolo; in sostanza tutta una sene di dati che rappresentano una scheda d’identità attuale della nostra comunità.

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