Guida di Osnago 1980 – 1 parte

Guida di Osnago 1980

Iniziamo con una serie di post sulle Guide di Osnago che puntualmente vengono inviate a tutte le famiglie osnaghesi qualche tempo prima dell’inizio della Fiera. Oltre che notizie di interesse vario e pubblicità di attività che contribuiscono a sostenere lo sforzo economico della Fiera, fin dall’inizio questo prezioso libretto ha dedicato alcune pagine alla storia di Osnago. Si può ben dire ad onore dei redattori di queste pagine che sono stati i primi a mettere nero su bianco notizie storiche e ricordi su Osnago.

Trascriviamo integralmente le due paginette che sono apparse sulla prima Guida di Osnago, redatte in forma anonima , che inaugurano questo percorso di conocenza storica del paese.

Prendo l’occasione per ringraziare il Comitato Fiera per avermi prestato tutte le Guide stampate fino ad oggi (a dire il vero mancano gli anni 1992 e 2002 e se qualcuno li avesse in casa sarebbe interessante avere una scnnerizzazione dei libretti).

Da “1a Fiera S.Giuseppe Artigiano 25-26-27 Aprile 1980

Guida di Osnago 1980” pagg.34 e 35

 

Cenni storici

OSNAGO – Provincia di Como

Distanza dal Capoluogo: km. 38

Altitudine: m. 249

Popolazione attuale 3813

1871 1878

1901 2532

1931 3151

1961 3255

Superficie in ettari: 442

agicola: 248

boschi: 22

Carabinieri : Merate

Tribunale : Lecco

Pretura : Lecco

Ufficio distrettuale imposte e registro : Merate

Stazione ferroviaria più vicina: in loco

Il Comune di Osnago (55 aziende, 810 addetti) è centro industriale notevole.

La prima notizia sull’esistenza di Osnago si ha nella divisione della diocesi milanese in tante “plebanie” o pievi, ciascuna delle quali conteneva una chiesa principale, operata secondo alcuni dal leggendario San Mona ai primordi della cristianità (anno 300-400 d.C.).Osnago faceva parte della pieve di Missaglia. Tolta questa osservazione incidentale, non si hanno più notizie del nostro paese fino al secolo XII, all’avvento del Barbarossa.

In questo frangente di storia comunale così propagandato, si inserisce un personaggio osanaghese: PINAMONTE DE’ CAPITANI DA VIMERCATO. Egli fu infatti con Alberto da Giussano e Lotterio Medici da Novate, uno degli animatori della vittoriosa lega di Pomtida. Proprio insieme a Lotterio firmò a Costanza il trattato di pace col Barbarossa sconfitto.

Di Pinamonte resta famoso il discorso (raccolto da Remigio Fiorantino), nel quale si esortavano gli alleati di 23 città Lombarde a dimenticare i propri rancori e a stendere la mano ai fuoriusciti milanesi nell’attesa di una comune lotta all’invasore. Pinamonte si rese talmente benemerito che fu eletto per ben quattro volte console della città di Milano e alla sua morte i milanesi riconoscenti fecero incidere una lapide che fino al secolo scorso era ben visibile a Porta Romana.

Dopo la luminosa parentesi di Pinamonte, la storia di Osnago piomba nuovamente nell’anonimato fino al 1210, quando, in un breve accenno, il territorio di Osnago, assieme agli altri, viene assegnato per decreto imperiale al prelato di Monza. Questo onnipotente arciprete aveva immense prerogative, oltre al naturale servizio religioso, amministrava la giustizia, riscuoteva le decime, emetteva taglie e condanne e faceva statuti.

Un ultimo cenno di questa nostra ricerca, riguarda l’impiccagione di un nostro antico concittadino: STEFANO MOLGORA DA OSNAGO, canonico della collegiata di Incino (uno dei principali castelli dell’antica Brianza, situato vicino ad Erba all’imbocco della Valassina: fu distrutto in seguito). Egli era il capo dei guelfi locali. Per capire perché fu ucciso, bisogna ricordare le lotte fratricide di quei tempi. Da una parte vi erano i Ghibellini, con a capo i Visconti, che in origine erano i fautori dell’imperatore: dall’altra parte c’erano i Guelfi (noi Brianzoli eravamo appunto guelfi) capitanati dai Torriani che avrebbero dovuto sostenere il Papa. In realtà la lotta era dovuta ad interessi prettamente egoistici delle due casate capofila.

La Torre di Incino è ciò che ci rimane di quello che un tempo (XI secolo) doveva essere un antico castello medievale di Villincino

 

Il nostro compaesano fu ucciso assieme al capitano di Monterobbio ( l’odierna Robbiate) e i suoi beni furono usati per la dotazione della chiesa dei Carmelitani a Milano.

L’impiccagione fu eseguita intorno al 1339 su ordine del vescovo di Novara, Giovanni Visconti che allora assieme al fratello Luchino reggeva Milano. Strani tempi in cui un canonico che obbediva al Papa, era messo a morte per questo proprio dal suo vescovo che invece, ubbidiva all’imperatore.

Questi cenni storici sono stati ricavati da alcune autorevoli fonti di cui una principalmente citiamo: “Le vicende della Brianza” di Ignazio Cantù.

 

Questa voce è stata pubblicata in Osnago, Storia. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.