Orana III – Seconda parte

Orana III

 

Concludiamo il post dedicato alla Orana III con  la descrizione della cascina.

 

“La “Fabbrica” inoltre era strutturata in modo piuttosto originale rispetto alle altre Orane. Aveva ai lati due lunghe ali di fabbricato destinate alle stalle sovrastate dai fienili. Il tutto proseguiva poi fino al pozzo con stalle più piccole e portichetti sovrastati dai cassinèi dove venivano collocati i fasci di legna da ardere. Il cortile era tutto selciato di ciotoli arrotondati e terminava con due muretti piuttosto alti a ridosso dei quali c’era da un lato il pozzo che era per eccellenza la fonte di acqua potabile per tutte le cascine circostanti. Sull’altro lato c’era un piccolo pozzo: la cisterna (sciterna) per la raccolta dell’acqua piovana destinata alle bestie. La parte centrale del caseggiato aveva inoltre un ampio porticato che serviva per il ricovero dei carretti e per il riparo dell’erba tagliata di fresco e destinata per lo più alle mucche. Sopra i portici c’era uno spazioso loggione (lubion) utile anche per far seccare il granoturco o i legumi raccolti nei campi. Il loggione di Orana III non era a due piani come quello di Orana II. Era invece sovrastato da una loggetta (lubièta) che dava la possibilità di comunicare con i mezzanini usati come camere da letto. Le finestre di questi mezzanini avevano una particolare forma di semicerchio. Ora che è stata rimessa a nuovo, Orana III conserva ancora parecchio della sua forma primitiva: Sono però scomparse le sei grandi arcate dei fienili principali, trasformate ormai, come le stalle, in appartamenti abitabili. E dove prima c’erano due appezzamenti di terreno coltivati ad orto che davano alla cascina un bell’aspetto confortevole, rimane solo l’acquedotto, costruito quando si era esaurita la falda acquifera (sorgente) che alimentava il pozzo. Ora la cinta del “nuovo” fabbricato raggiunge la strada ed è oggetto di contestazione da parte di chi vuole evitare l’eccessiva trasformazione dei paesaggi antichi. Sono pure scomparse dal cortile, ora lastricato di porfido, le enormi piante di fico che fino a poco fa avevano fatto venire l’acquolina in bocca ai numerosi ragazzi che abitavano a Orana III.

Maestro Alfredo da “Ricordi di Osnago”

 

PS. Un ringraziamento a Claudia per la disponibilità

Il "lubion" e la "lubièta"

 

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