Brianza “in itinere” – Una strada, un territorio, una “cultura” antica – alle origini della Terra di Brianza.

Parliaìmo di un libro uscito recentemente, scritto dall’ osnaghese Gianfranco Crippa, frutto di un lavoro appassionato durato trent’anni e che riguarda una strada. Apparentemente, vista la ricchezza dell’apparato bibliografico,  un libro per addetti ai lavori,  anzi probabilmente lo è. Ma basta la curiosità di voler sapere qualcosa di più sulle nostre radici a farci apprezzare questo libro, che dopo averlo letto lascia la sensazione di un testo niente affatto arido, anche se parla di una  strada: questa, oltre ad essere materialmente  presente,  è anche una metafora dell’apertura del nostro territorio  ai vari popoli conquistatori, popoli con cui sicuramente siamo meticciati. Infatti si parla di una affascinante ipotesi di stada etrusco-romana che avrebbe attraversato i nostri territori.Ecco la presentazione del libro da parte dell’autore:

Il mio lavoro cerca di “scavare” nel passato antico della nostra terra e di rilevare note ed informazioni storiche che possono contribuire a sollevare i veli sull’origine dei nostri centri abitati attuali (anche di Osnago in particolare, di cui cito aneddotica storica e rilevo l’importanza strategico militare per la viabilità antica e meno recente che lo contraddistingue) attraverso l’individuazione di un antico percorso che, presumibilmente, dalla Liguria procedeva su Milano e poi verso nord, oltre le Alpi, attraversando la Brianza Orientale e quindi anche il territorio di Osnago. Un altro percorso antico proveniente da Mantova, come un’antica pedemontana, si dirigeva su Brescia e Bergamo per attraversare l’Adda a Brivio e volgere anche su Como. La Brianza probabilmente si configurava anticamente come un territorio di confine, un “corridoio” di penetrazione verso nord da parte di mercanti etruschi che incontravano i Celti cisalpini e con questi intrattenevano rapporti commerciali. Ma che cos’è rimasto di quegli sforzi, di quel progredire verso nord, di quel travagliato cammino di uomini, mercanti a volte anche accompagnati da armati, di quegli incontri fra etnie e popoli così differenti per lingue e culture? Un tronco di colonna in pietra molera con incisa una epigrafe forse risalente al V o VI sec. a.C. in alfabeto etrusco-ligure ritrovato in Valle Santa Croce, in quel di Missaglia.

Da qui si parte per un viaggio nel “tempo” e nello spazio alla ricerca delle origini “della Terra di Brianza” e forse della stessa Europa.

Felix qui potuit rerum cognoscere causas” Virgilio – Georgiche, II, 489

 

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