Ricordi di scuola – 1 – Saino Antonietta

La prima costruzione scolastica in P.zza Nazario Sauro

Sicuramente  parleremo più avanti degli edifici che sono serviti o sono stati appositamente costruiti per l’educazione degli alunni. Diciamo brevemente che il primo edificio scolastico costruito appositamente è stato quello in Piazza Nazario Sauro. Nel 1925, data la carenza di aule, si decise di sopraelevare di un piano questo edificio e di ricavare tre aule nello stabile parallelo alla scuola, quello che ospita l’attuale biblioteca. Ora però diamo la parola alla Sig.ra Antonietta con questo ricordo della “sua” scuola.

 

SAINO ANTONIETTA nata ad Osnago il 27/12/1920

 

“La scuola iniziava il primo ottobre. I bambini indossavano il grembiule nero con il colletto bianco. La mia scuola si trovava nella palazzina dove adesso c’è la biblioteca; era una classe mista con maschi e femmine, ma non mi ricordo quanti eravamo. Le classi erano 5 e per ognuna c’era una maestra; erano tutte donne. In ogni aula c’erano la lavagna e la cattedra su una predella e i banchi, di legno, verniciati di nero, a due posti e con il calamaio e l’inchiostro alla destra di ogni alunno. I banchi erano in fila davanti alla cattedra. Alla pareti mi sembra ci fosse la carta dell’Italia politica e fisica. La mia maestra era la Sig.na Moretti che è stata anche la maestra di Rosanna, mia figlia, in quinta elementare, nel 1955. Abitava in Via Vittorio Veneto, presso una famiglia di Osnago perchè era milanese.

All’inizio si scriveva con la matita poi con il pennino e il calamaio. I quaderni, con la copertina nera, avevano le righe secondo la classe. Imparavamo l’italiano, la matematica, la storia, la geografia, scienze e si faceva ginnastica. Si iniziava in prima disegnando astine, poi si passava dalle vocali alle consonanti in corsivo. Si leggeva sull’abbecedario e poi in terza elementare c’era anche un sussidiario. Gli esami si facevano in terza e in quinta, che era l’ultima classe dell’obbligo.

Le uscite dalla scuola erano poche; il 4/10 per la festa degli alberi, si andava al di là della stazione ferroviaria fino al “Bosc dei Curnet” per piantare degli alberi.

Il 4/11, la festa della vittoria della prima Guerra Mondiale, ci si preparava per la sfilata con la gonna blu e la camicia bianca e si andava sul viale delle Rimembranze, dove oggi c’è il Municipio e si rendeva omaggio ai soldati morti durante la guerra, il cui nome era scritto su ogni albero del viale. Due di questi erano Carlo e Alessandro che erano gli zii del mio futuro marito.

Si andava a scuola cinque giorni alla settimana, mattina e pomeriggio, ma per il pranzo si tornava a casa. Nel pomeriggio si facevano i compiti a scuola, perchè a casa non tutti sapevano scrivere e leggere l’italiano. La maestra era severa con i voti. Il castigo più frequente era mettere i bambini fuori dalla porta.”.

 

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