Ricordi di scuola – 4 – Baragetti Luigia

 

BARAGETTI LUIGIA nata a Osnago nel 1928

 

La signora Luigia è nata a Osnago dove risiede ancora.Ha frequentato in paese la scuola elementare che si trovava dove oggi c’è la Piazza N. Sauro.

Le lezioni si tenevano la mattina e il pomeriggio, ma non c’era la mensa, per il pranzo si tornava a casa. Molto spesso il pranzo era veloce: prima di rientrare a scuola si andava in paese, dove c’è oggi la Casa dell’Acqua, a riempire i secchi che venivano poi portati agli “uomini di casa”che lavoravano nei campi. Come si può capire, era una famiglia di contadini.

Nel pomeriggio, dopo la scuola, le bambine potevano frequentare la Scuola di Ricamo tenuta dalle Suore dell’ asilo. Mentre nelle altre materie non era molto capace, nell’arte del ricamo era davvero brava, tanto da vincere anche un premio come testimonia il Diploma del 30/7/1938 quando la signora aveva 10 anni. (Ancora oggi la passione del ricamo la impegna.).

La classe era molto numerosa, circa 30 alunni; non tutti avevano la stessa età: c’erano dei ripetenti per vari motivi. I principali erano la mancata frequenza perché si aiutava la famiglia nel lavoro dei campi e per le malattie. Anche la signora ha perso un anno scolastico, perché si è ammalata di tifo, L’ insegnante era una sola, la signorina Lieta Benedetti.

La classe era mista; tutti dovevano indossare il grembiule nero con il colletto bianco, sempre ben in ordine. La cartella era una sacca che conteneva un libro, un quadernino, il pennino con l’inchiostro. Si portava anche la merenda: un pezzo di pane giallo o, nei momenti più fortunati, un frutto fresco. Veniva consumata nel breve intervallo della mattina quando si trovava anche il tempo per giocare: i maschi a pallone, le bambine saltavano la corda o giocavano con semplici bambole ottenute ripiegando su se stessi pezzi di stoffa.

Alla maestra ci si rivolgeva con il massimo rispetto dandole del “Lei”; nessuno si permetteva di chiamarla per nome, ma tutti dicevano: “Signorina Maestra”. Essendo nel periodo fascista, quando si salutava si alzava il braccio destro. In classe la disciplina era molto dura. Guai se non si “rigava dritto”: ad un richiamo, una punizione o una nota della maestra, i genitori a casa rincaravano la dose ed erano dolori!

Ovviamente si andava a scuola a piedi e a piedi ci si spostava per andare alla S. Messa il primo giorno di ogni anno scolastico o per la “gita” quando si andava nel bosco dei “Curnin” per osservare la natura (come se vivendo in campagna non la conoscessimo già!).

La scuola era importante, ma altrettanto lo era il lavoro agricolo in famiglia. Capitava di non riuscire a fare tutti i compiti o addirittura di addormentarsi sul banco. La maestra era molto comprensiva con quelli di noi che sapeva impegnati nel lavori pesanti dei contadini.

Come risulta dalle pagelle, le materie scolastiche erano:

Religione – Canto – Disegno e Bella Scrittura – Lettura – Ortografia – Grammatica – Aritmetica – Scienze, Geografia, Storia – Lavori donneschi e manuali – Ed. Fisica.

Alla ginnastica e alla forma fisica si dava molta importanza in questo periodo. Non c’era una palestra, ma si andava in strada dove oggi c’è il Monumento ai Caduti e ci si allenava lì. Non si indossava la tuta ma gonna (pantaloni per i maschi) nera e camicetta perfettamente bianca. Questa stessa divisa la si indossava nelle ricorrenze particolari quando tutta la Scuola faceva bella mostra di sé con gli alunni che marciavano ordinatamente, composti al ritmo dato dalla Banda musicale.

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