Osnaghesi – Sala Giuseppe (Ricordi di Angela Maria Sala)

Sala Giuseppe con il suo calesse

Iniziamo ad occuparci di cittadini osnaghesi raccontando di Sala Giuseppe, primo “taxista” di Osnago.

Grazie  a Cristina Brivio per aver raccolto questa e altre storie che saranno pubblicate.

Ricordi di Angela Maria Sala

“Mio papà si chiamava Sala Giuseppe ed era, oltre che contadino, anche il taxista del paese. Aveva la carrozza con un cavallo (come da alcune generazioni la sua famiglia, sono sicura che nel 1880 già ce l’avevano). Veniva chiamato per accompagnare le persone all’ospedale o portare e riprendere i bambini in collegio a Vimercate.

Durante la guerra andava a prendere di nascosto i sacchi di sale (forse a Vimercate). Una volta è stato persino sorpreso da ‘Pippo’ e ha dovuto lasciare la carrozza sulla strada e nascondersi nei campi. ‘Pippo’ era il soprannome che era stato dato dagli Osnaghesi ad un aereo che spesso sorvolava Osnago e qualche rara volta aveva anche sganciato delle bombe come quella sul Milanin.

Quando cominciarono a diffondersi le prime macchine gli fu proposto di fare la patente e mantenere la sua funzione, ma lui rifiutò. La carrozza comunque la tenne circa fino al 1955.

Passò poi ad aiutare la mamma, come bidello, alle elementari. Nel ’63 quando si aprirono le scuole medie, gli fu chiesto di passare alle nuove scuole, ma con una piccola clausola: avrebbe dovuto dare l’esame di 5° elementare!

Papà non era molto convinto, ma con l’aiuto di alcuni insegnanti che gli diedero ripetizioni superò l’esame e divenne il nuovo bidello.

All’inizio la scuola media, che aveva una classe sola, non era stata accolta tanto bene dai contadini. Infatti, molti di loro si rifiutavano di mandarvi i ragazzi perché dovevano aiutare nei campi. Così mio papà e la guardia Graziano ogni mattina giravano per le case a prelevare gli studenti altrimenti le classi sarebbero rimaste vuote o quasi.

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