Ricordi di scuola – 12 – Carla Limonta

Osnago: alunne inizio 900?

 

CARLA LIMONTA nata a Osnago il 3 Aprile 1935

 

E’ vissuta sempre alle cascine Orane di Osnago, e tutt’ora ci abita. Ci ha raccontato che la scuola iniziava ad Ottobre e finiva a Maggio. La scuola incominciava alle ore 8.30 e finiva alle 12.30, si riprendeva alle 13.30 e finiva alle ore 15.30 di pomeriggio.

La cartella era fatta di tela e conteneva un quaderno di matematica e uno di italiano e 2 libri: 1 di lettura e il sussidiario. Anche l’astuccio era di tela; dentro c’era una penna con pennini che si intingeva nel calamaio, la matita, la gomma, la carta assorbente, una riga, sei pastelli e un album da disegno.

Le materie scolastiche erano: italiano, matematica, geografia, storia, scienze, disegno, geometria, grammatica. Si faceva religione con il parroco del paese che era Don Francesco Gariboldi, si studiavano poesie e tabelline a memoria e al sabato si faceva canto.

Le maestre davano tanti compiti: problemi, temi, pensierini, in classe si facevano riassunti e si leggeva parecchio. Le punizioni erano toste: si mettevano le mani sul banco e queste venivano colpite con una bacchetta, oppure si andava dietro la lavagna, oppure si doveva scrivere 50 volte una parola o una frase.

Una volta Carla non si ricordava come si diceva in italiano la parola pipistrello; allora ha scritto “tegnola” e la maestra a casa le ha fatto scrivere cinquanta volte la parola “pipistrello”.

Non si poteva andare ai servizi e chi non riusciva a tenerla se la faceva addosso e restava bagnato fin quando non tornava a casa, allora i genitori andavano dal dottore e facevano scrivere il certificato medico per il figlio o la figlia, ma la maestra non lo accettava. A scuola erano divisi in maschi e femmine, con una maestra sola, per le ragazze la maestra Bertelli Sofia e per i ragazzi il Signor Moratti.

Per le femmine la divisa di scuola era cosi: di solito le ragazze indossavano una gonna con una maglietta ed un grembiule nero, con gli zoccoli di legno ai piedi. I maschi portavano i pantaloni e una maglietta, e pure loro avevano gli zoccoli ai piedi.

D’inverno non si indossava il giaccone, ma una sciarpa, un maglione e guanti di lana. In quinta elementare i bambini riciclavano le scarpe indossate dai parenti. Le gite si facevano nei boschi vicino al paese, nel mese di Aprile li andava a piantare degli alberi, ma alla sera i bambini li estirpavano come dispetto verso le loro insegnanti.

In quinta c’era la gita finale a vedere il Duomo di Milano, si andava con il treno.

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