Ricordi di scuola – 16 – Angela Bellano

1929 - Attestato d lode

 

ANGELA BELLANO nata ad Osnago nel 1936

 

Quali erano le materie?

Le materie che si studiavano erano italiano, matematica, storia, geografia, religione, educazione morale, civile e fisica, lavoro, disegno, bella scrittura, canto, scienze e igiene.

Venivano date punizioni?

Sì, le punizioni consistevano in bacchettate sulle mani, essere mandati fuori dalla porta, o dietro la lavagna, o in bagno. Ricordo di essere stata punita a causa di un litigio con una bambina sfollata durante la guerra. Ci eravamo graffiate reciprocamente, ma la maestra fece mettere solo me in ginocchio di fianco alla cattedra, dandomi il soprannome di gattina.

Si facevano gite?

Le gite consistevano in brevi passeggiate, al massimo si andava fino a Montevecchia a piedi per i boschi. Non ricordo altro a tal proposito, ma una cosa sì. Quando si arrivava a metà collina c’era un piccolo albergo con il ristorante. Noi bambini avevamo il pranzo al sacco e seduti sul prato consumavamo il nostro pasto divertendoci. Le maestre invece pranzavano al ristorante. Avevano un tavolo dove si sedevano tutte insieme.

Come era organizzata la giornata scolastica?

Si andava a scuola la mattina dalle nove a mezzogiorno, poi si tornava a casa per pranzo, si rientrava di nuovo a scuola alle quattordici e si restava fino alle sedici.

Come vi vestivate?

Con grembiule nero, colletto bianco e zoccoli. Alcuni, tra cui io, per mia fortuna, avevano una bella cartella si pelle e le scarpe. Tanti altri, però, usavano cartelle di cartone che portavano a tracolla, e ai piedi avevano gli zoccoli, che per giocare non erano molto comodi.

Veniva il direttore nelle classi?

Il direttore veniva spesso nelle classi e alcune volte arrivava decidendo di interrogarci a sorpresa. Era sempre presente agli esami e, ogni volta che entrava in classe ci si alzava per salutarlo.

Cosa si faceva all’intervallo?

Durante l’intervallo si giocava, ma durava poco. Ricordo il gioco dei quattro cantoni. Ogni albero rappresentava un caduto della guerra 15/18 e si giocava in cinque con quattro alberi. Uno stava in mezzo e gli altri contro gli alberi; i quattro agli alberi si dovevano scambiare di posto e quello in mezzo doveva cercare di rubare il posto ad uno di loro.

C’era il bidello o la bidella?

C’era solo una bidella la quale aveva il compito di pulire tutta la scuola. Ricordo il suo nome, si chiamava Stella e oggi ci sono ancora le sue figlie, Mariangela e Luigia che abitano ad Osnago in via Galvani.

Come erano i banchi?

I banchi erano di legno a due posti, con un foro per il calamaio.

Come erano le classi?

Le classi erano molto ampie e luminose, ci stavano circa cinquanta alunni. Eravamo così tanti perché, a causa della guerra, molti lasciavano la città di Milano per i bombardamenti. Osnago venne bombardata nella notte tra il 24 ed il 25 aprile 1945. Ricordo che nella giornata della liberazione, quindi il 25 aprile, suonarono a gran festa tutte e le sirene e ogni famiglia preparò una bandiera italiana da esporre su finestre o balconi. Ricordo che una mia amica, non avendo una bandiera italiana, prese i suoi pantaloni e sventolò quelli. Ricordo anche che arrivarono gli americani, che si accamparono presso il campo sportivo. A noi bambini regalarono cioccolatini e caramelle, ai grandi le sigarette.

 

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